Ufficio di Pastorale Scolastica - Diocesi di Piacenza Bobbio
 
Il Programma per l'anno 2002-2003
 
 
La struttura dell’Ufficio
Non ci sono volontari o collaboratori di supporto e dunque dovrò gestire l’ambito progettuale e la segreteria. Un obiettivo a lungo termine, da conseguire qualora l’Ufficio svolgesse un maggior numero di attività, sarà la ricerca di un volontario che possa espletare diversi servizi di segreteria.
Ci sono, invece, collaboratori preziosi, che costituiscono la “Giunta” dell’Ufficio stesso: Bavagnoli don Gigi (con il quale c’è una stretta collaborazione in quanto è responsabile del settore insegnamento della Religione Cattolica), Sckokai Aldo, Gaggioli Giovanni e Gromi Romano (il quale offre una collaborazione informale) sono stati da me incontrati e con loro ho condiviso queste linee di programmazione. La loro grande esperienza è stata finora di grande aiuto.

I settori di intervento dell’Ufficio Scuola
Individuo quattro ambiti di intervento e precisamente: la segreteria, la scuola cattolica, la formazione e la “animazione culturale”.

0. la segreteria
Obiettivi:
1. Fare memoria di tutti gli atti dell’Ufficio, in modo tale che ne risulti la “storia” (Libro del protocollo, faldoni per la corrispondenza e la raccolta dei documenti…)
2. Attivare un rapporto con l’Economato, attraverso un bilancio che ottenga un finanziamento;
3. Concordare con gli altri Uffici l’utilizzo dei locali assegnati;

1. La scuola cattolica
Obiettivo primario è la costituzione del cosiddetto “Consorzio” tra le scuole cattoliche della nostra Diocesi. Intendo perseguire l’obiettivo percorrendo un’altra strada rispetto a quella proposta dal Preside Gromi, che aveva coinvolto un gran numero di soggetti nel progetto. Preferisco, invece, partire con pochi, e precisamente con quelle che sono in senso proprio “scuole cattoliche”. Qualora si costituisse un nucleo di Enti disposti a consorziarsi si cercherà di ampliare il numero degli aderenti in un momento successivo e progressivamente.
Consorzio significa in primo luogo elaborazione di un progetto formativo unitario, che pur valorizzando i carismi di ogni scuola si rifaccia in modo esplicito alla matrice cattolica delle scuole stesse. In secondo luogo Consorzio significa razionalizzare le spese e le risorse. Deve essere chiaro, tuttavia, che il Consorzio non è una panacea per tutti i mali e che non servirà certamente a limitare l’emorragia di alunni dalla nostre scuola.
Per quanto riguarda l’organizzazione interna delle scuole, saranno gli stessi protagonisti a decidere quali Indirizzi attivare e in quale modo proporsi alla cittadinanza. L’Ufficio, membro di diritto al Consorzio, vigilerà perché venga attuato il progetto educativo.
La stessa struttura interna del Consorzio andrà studiata: a Parma, per esempio, ci sono tre operatori part-time che lavorano esclusivamente per il Consorzio, il quale ottiene dalla Diocesi un finanziamento annuale che varia tra i 35 ed i 55 mila euro.

2. La formazione
Attenzione alla scuola cattolica significa anche formazione degli insegnanti. Negli anni a venire sono previsti corsi d’aggiornamento specifici; quest’anno l’obiettivo è la formazione spirituale, attraverso la distribuzione di un pieghevole, ogni mese, contenente riflessioni e meditazioni relative al ruolo degli operatori scolastici cristiani.
Queste meditazioni non verranno offerte soltanto ai docenti delle scuole cattoliche, bensì a tutti gli operatori scolastici che riusciremo a raggiungere, anche nelle scuole statali.
L’impegno formativo dell’Ufficio non sarà rivolto soltanto agli operatori scolastici, ma anche agli studenti, attraverso la proposta di un “Progetto volontariato” e di un progetto denominato “Educare alla diversità”.
Con questi progetti, senza sovrapporsi ad altri Enti che operano nella scuola (statale e cattolica), si vuole sottolineare il ruolo che la religione, ed in particolare il Cristianesimo, hanno nell’ambito della cultura.
Nell’ambito formativo si cercherà infine di valorizzare il ruolo e le competenze delle associazioni professionali (UCIIM, AIMC, DIESSE), che nella nostra diocesi stanno vivendo una fase di difficoltà.

3.L’animazione culturale
Compito dell’Ufficio è anche quello di sostenere i fedeli che operano nella scuola. Pertanto occorre che vengano individuati i canali perché l’Ufficio stesso possa far sentire la sua voce.
Penso in primo luogo ai mass-media cattolici (Nuovo Giornale e radio Città Nuova), con i quali si imposterà una comune programmazione; ma anche ad alcuni momenti significativi a cui invitare la cittadinanza (è allo studio un Convegno sugli adolescenti organizzato dalla Commissione minori Caritas).

4. Criteri di verifica e considerazioni conclusive
Ritengo che gli obiettivi individuati per l’anno in corso siano ambiziosi. Tuttavia lavorerò per conseguirli. La valutazione dell’operato dell’Ufficio potrà essere effettuata studiando i fatti, cioè le cose realizzate e quelle rimaste soltanto un’intenzione.
Al termine dell’anno sociale consegnerò una relazione di valutazione.
Questo primo anno (vedi le considerazioni in premessa) è partito senza un’adeguata preparazione e la fase di progettazione ne ha risentito. Vorrei pertanto dedicare la primavera del 2003 a predisporre alcuni progetti da proporre per l’anno scolastico successivo. In tal modo la loro efficacia e la loro ricaduta sarà senza dubbio maggiore.

Piacenza li 28.10.02

Il direttore dell’Ufficio Scuola
Giovanni Marchioni

 
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