Dalla Stampa:  "Il Nuovo Giornale" di Venerdì 25 febbraio 2000

Chiusa la settimana sociale all’Università Cattolica: a tema il rapporto tra società, mercato e comunità cristiana

L’ITALIA DEL FUTURO

Gli interventi: nello sviluppo economico mettiamo al centro la persona. Sui grandi problemi non basta dare giudizi:  bisogna impegnarsi per il bene di tutti, anche per i paesi del terzo mondo

Il mondo che ci circonda è descritto con toni disfattisti dai mezzi di informazione. L'era della globalizzazione selvaggia sale agli onori della cronaca per gli episodi di violenza e intolleranza, per i suoi eccessi e le sue contraddizioni. Fa notizia solo l'aspetto conflittuale del nostro vivere in comune. Eppure, all'alba di un nuovo millennio, è doveroso guardare alla realtà con occhi più consapevoli e con un'attitudine costruttiva. Così facendo si rivela a noi la ricchezza della società moderna, con il suo patrimonio di relazioni e solidarietà. Occasione propizia per portare alla luce quel "tesoro della società civile" è stata la sesta "Settimana Sociale" piacentina, svoltasi presso l'Università - Cattolica, con la partecipazione di docenti di sociologia ed economia dello stesso ateneo e del vescovo di Alessandria mons. Femando Charrier.

Sono stati portati a livello locale i temi della Settimana nazionale di Napoli del novembre scorso. Gli interventi hanno messo a fuoco l'attenzione sul primato della società civile rispetto a Stato e mercato, sulla valorizzazione delle persone e sul ruolo decisivo che la comunità cristiana puh e deve giocare nel panorama sociale odierno. Si e parlato della remissione del debito estero dei paesi del terzo mondo, come chiede con insistenza il Papa, per favorire in essi un più armonico sviluppo delle economie.

L'UMANIZZAZIONE DELLE ISTITUZIONI

II compito di inaugurare gli incontri e toccato al prof. Mauro Magatti, docente di sociologia. Magatti ha affermato che in un tempo che celebra illusioni "virtuali" come il nostro, occorre rivalutare le risorse creative, le potenzialità di bene della collettività. La società civile è svincolata dalle logiche della politica e del mercato e mette al centro la persona, modellando di conseguenza tutti quegli apparati istituzionali che devono servire l'uomo, non schiavizzarlo.

Secondo Magatti, l'unica valida risposta alle contraddizioni attuali e l'autenticità che ogni individuo pili) portare nel gruppo. La comunità cristiana deve svolgere un ruolo guida nella riscoperta di quel "tesoro" che il mondo racchiude, e cioè le persone.

 
 

UNA SPERANZA PER IL TERZO MONDO

II secondo incontro ha visto protagonista il prof. Luciano Venturini, docente di economia agroalimentare a Piacenza.

Il primo risultato del Giubileo, nello spirito delle sue origini ebraiche - ha detto - è la diffusa sensibilizzazione sul tema dell'indebitamento dei Paesi del terzo mondo.

Venturini, ha detto che un vero cambiamento si avrà quando si inizierà a investire sulla persona. Le risorse liberate dall'estinzione del debito dovranno essere riutilizzate per attuare politiche economiche efficaci e mirate per il Sud del mondo. La società civile ha il dovere di riportare in vita un'equità internazionale. Venturini ha anche ricordato che il bene prodotto non gioverà solo alle i ni svantaggiate, ma darà di nuova linfa ' anche l'Occidente.

Dopo la conferenza si è tenuto un interessante laboratorio, con testimon di persone che hanno sperimentalo strumenti di crescita comune (volontariato internazionale, commercio equo e solidale, economie di comunione, bilanci di giustìzia...).

TRADURRE LA FEDE IN OPERE

Il prof. Eugenio Zucchetti, docente di sociologia economica, ha ribadito come la società civile sia vista quale preziosa riserva di relazioni, e susciti attese enormi. L'enfasi e la mitizzazione attorno alle sue potenzialità sono però molto pericolose, poiché la società stessa vive, nei suoi soggetti, fattori conflittuali come il potere e gli interessi. Mercato e istituzioni non possono essere escluse dalle logiche di solidarietà.

I valori cristiani devono tradursi in schieramenti e programmi politici per concorrere al miglioramento della vita comunitaria. L'operare paziente dei credenti diffonde una certezza: se ogni soggetto sociale converte la propria autonomia e indipendenza in responsabilità, si creano occasioni di carità e si amplia l'opera del bene. Non dobbiamo -ha detto - solo difendere principi, ma lottare strenuamente per la "citta dell'uomo".

 
 

DA CRISTIANI DENTRO LA STORIA

La conferenza conclusiva ha avuto come relatore Mons. Fernando Charrier, vescovo di Alessandria e presidente della Commissione per la Pastorale Sociale della CEI. I cristiani - ha detto - sono chiamati a dare un contributo decisivo per migliorare la qualità della vita. Mons. Charrier ha insistito sul fatto che, in virtù della lezione evangelica, spetta a noi credenti ridare centralità all'uomo e portare nel mondo quel "di più" di spiritualità e di santità. E' importante che la Chiesa non stia al di sopra della cultura odierna, ma parli dal di dentro della società. In un tempo quasi schiacciato dall'ansia per il futuro, chi ha fede e consapevole che la storia e patrimonio di Dio e deve guardare con fiducia e progettualità al domani. Ai cristiani & consegnata una missione: non essere semplicemente con l'altro, ma per l'altro.

     

Dagli appunti di chi c'era ..

Presso l'Università Cattolica di Piacenza, sì è aperta, con un'introduzione del Dott. Enrico Corti,  la 6ª   Settimana Sociale dei Cattolici Piacentini.
Il prof. Mauro Magatti ha tenuto la prima conferenza  sul tema

Il primato della società civile oltre lo stato e il mercato

alla presenza di un pubblico interessato e partecipe che con numerosi interventi e domande ha animato, alla fine, il dibattito.

Al termine della relazione una partecipante ci ha rilasciato "a caldo" le sue impressioni che pubblichiamo senza la pretesa di riassumere la ricca e interessante relazione che ha degnamente inaugurato l'ormai tradizionale appuntamento dei Cattolici di Piacenza:

""" Forse la relazione del prof. Magatti ci può anche dare una lettura della società civile tra il già e il non ancora:
la società civile è già nella famiglia, nel comunitarismo locale, nella responsabilità solidale.....luoghi di

 

* radicamento e di appartenenza

* autoregolamentazione

* apertura ai problemi comuni e presa di posizione

* accettazione della fatica

* progettazione del futuro

la società civile non è ancora quando si riduce a  ....

* rifugio consolatorio per chi è deluso dalla politica

* mito di virtù civiche da contrapporre allo stato impersonale e corrotto

* utopia da alimentare contro le istituzioni e gli apparati

La società civile non si identifica con

il mercato

la politica

il settore dei servizi e della comunicazione

ma si misura con essi animandoli e umanizzandoli.

I cattolici possono contribuire alla costruzione e al potenziamento della società civile se ...

* si sforzano di essere persone autentiche nella vita di ogni giorno,

* riescono a vedere il positivo che c'è,

* sanno valorizzare tante risorse troppo disperse,

* realizzano un "privato" capace di svolgere una funzione pubblica.   """

 
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