Il presidente della Cei rilancia il "cantiere" del Progetto culturale

"E' tempo di scommettere sui laici"

da Avvenire

"Sono pochi i libri di testo di ispirazione cristiana e questo è grave perché per tante persone l'unico approccio critico con la realtà rimane il libro scolastico. Finita la scuola si perde il contatto con la lettura"



ROMA. Nel cantiere, ormai ben avviato, del progetto culturale "il protagonista principale" deve essere il laicato cattolico. Uomini e donne, con le loro specifiche competenze, da "valorizzare adeguatamente", e capaci di elaborare una visione del mondo e degli stili di vita non solo "autenticamente cristiani", ma anche "praticabili" nella società contemporanea.
Il cardinale Camillo Ruini fa il punto della situazione sull'idea che egli stesso lanciò nel settembre del 1994. L'intervento del presidente della Cei apre, infatti, l'incontro nazionale dei referenti diocesani e dei rappresentanti dei centri culturali e delle aggregazioni laicali, iniziato ieri pomeriggio alla Domus Mariae di Roma. E proietta subito il dibattito nella sua dimensione più concreta: quella del cantiere, appunto, cui fa riferimento il titolo stesso del convegno e cui accenna nel suo saluto iniziale anche il coordinatore del Servizio nazionale, Francesco Bonini.
Il tutto, inoltre, giunge a poco più di un mese dalla chiusura del Giubileo e mentre si attendono gli Orientamenti pastorali per il prossimo decennio: "Un testo breve - anticipa il cardinale - che contestualizzerà nella situazione italiana la Novo Millennio Ineunte e, dato il suo tema di fondo (comunicare la fede in un mondo che cambia), sarà occasione per una migliore saldatura tra il progetto culturale e la pastorale ordinaria".
Le prospettive di lavoro, dunque, non mancano. Un esempio, fra i tanti, lo addita lo stesso Ruini, riprendendo un'esperienza concreta presentata nel corso del dibattito. "Una delle carenze più serie che abbiamo nelle scuole è che sono pochi i libri di testo veramente validi e diffusi che abbiano un'ispirazione cristiana. E le case editrici cattoliche, con qualche eccezione, sono deboli rispetto ad altri editori che monopolizzano il mercato". Questo fatto - ha puntualizzato Ruini - è particolarmente grave in quanto "per una gran parte della popolazione, l'unico libro che offre un approccio critico con la realtà rimane quello scolastico".
Occorre - insiste Ruini - ripartire dal laicato, affinché possa esprimere le proprie competenze e responsabilità nei diversi ambiti della vita sociale, culturale, politica, professionale. Il rischio che altrimenti si corre, avverte il presidente della Cei, "è che la Chiesa venga percepita come un interlocutore autorevole ma esterno rispetto ai processi in atto". Così già spesso avviene da parte del mondo massmediatico. Il quale - rileva ancora il porporato - "certo non riflette in maniera piena e completa la coscienza comune della gente", ma sicuramente rispecchia quella che alcuni hanno recentemente definito la "cultura pubblica". "Invece - prosegue il cardinale Ruini - se consideriamo la Chiesa popolo di Dio e non solo gerarchia, il popolo di Dio può e deve essere interlocutore, soggetto e parte delle trasformazioni: dall'interno, orientandole, quindi, in un senso autenticamente umano". Perciò "la valorizzazione del laicato è una esigenza, una necessità, una urgenza del nostro tempo". Anche e soprattutto al fine di di offrire al mondo, quella che il presidente della Cei ha chiamato "visione cristiana della vita con le categorie di oggi".
In un contesto culturale così frammentato, ha detto, "ce n'è un estremo bisogno", come dimostra anche il fatto che gli stessi uomini di scienza e i tecnocrati "cercano spesso di elaborare, a partire dal loro frammento e in maniera che a chi ha una formazione diversa potrebbe apparire persino pretenziosa, una loro visione della vita". Questo fatto risponde, secondo Ruini, ad una "esigenza profonda del soggetto umano che cerca sempre di pensare al tutto e non solo al frammento". L'elaborazione di questa visione dell'esistenza deve essere accompagnata poi dalla proposta di stili di vita "improntati alla sequela di Cristo e praticabili oggi, proponibili oggi, plausibili oggi", ha sottolineato il cardinale. Un'ultima raccomandazione il presidente della Cei l'ha rivolta proprio ai protagonisti dell'incontro. Occorre "offrire un servizio - ha auspicato - che sia il più possibile creativo, articolato e quindi radicato nel territorio, senza centralismi, ma anche raccordato sia a livello nazionale, sia tra i diversi soggetti protagonisti".
Dal territorio, intanto, arrivano anche piacevoli sorprese. L'amministratore delegato della Banca Popolare di Lodi, Gianpiero Fiorani e il presidente della Cei hanno infatti firmato un accordo per aiutare concretamente le diocesi e le parrocchie nella realizzazione di progetti e iniziative.
In pratica la Banca Popolare di Lodi (600 filiali in tutta Italia) "andrà a sostenere le principali iniziative promosse dalla Cei a livello nazionale nell'ambito del progetto culturale, e tutte le iniziative sostenute a livello locale, preventivamente concordate ed avviate d'intesa con il Servizio nazionale del progetto culturale".

Mimmo Muolo

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